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Blog: impREsa informa

Acquisto casa: il mutuo conviene

Osservatorio mutui 2017 e previsioni

 

L'anno 2017 tra circa un mese volgerà al termine. Si registra ancora un buon momento per chiedere un mutuo, con costi ai minimi storici. Aumenta sia l'importo richiesto dalle famiglie alla ricerca di un mutuo che le somme erogate dalle banche, ovvero è meno forte il divario tra la somma di denaro che i richiedenti vorrebbero ottenere e quanto poi viene effettivamente concesso. Secondo l'osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it ad agosto 2017 l'importo medio richiesto ha raggiunto i 127.701 euro, mentre il valore medio concesso dalle banche è stato di 121.621 euro, 7,5% in più rispetto all'agosto dello scorso anno. Il minimo storico dei tassi per immobili ad uso abitativo è stato raggiunto lo scorso mese (come a settembre) ed è del 2,02%. 

 casa mutui 2017

Secondo il CRIF, azienda specializzata in informazioni creditizie, la maggior parte dei mutui richiesti  è sotto i 100 mila euro (il 47,3% delle istruttorie), cui seguono quelli tra i 100 e 150 mila euro (il 29,3% delle istruttorie). La durata dei mutui preferita è quella che rientra tra i 16 e i 20 anni di ammortamento. Per quanto riguarda la tipologia di tasso di interesse scelto, gli italiani continuano a preferire il tasso fisso (i 2/3 dei nuovi contratti), visto i tassi bassi. Secondo il Sole 24 ore mai così negli ultimi dieci anni il tasso variabile è stato scartato dalle preferenze degli italiani, nonostante sia di circa l'1% più basso rispetto quello fisso. Gli italiani infatti preferiscono tutelarsi da un tasso variabile, seppur vantaggioso almeno attualmente, per scegliere la sicurezza, visto l'andamento spesso altalenante dell'inflazione. D'altra parte le banche consigliano il tasso fisso perché difficilmente chi sceglie un tasso fisso, che ora è appunto ai minimi storici, si troverà costretto a surrogare, ovvero a rivolgersi ad altra banca per tassi più agevolati e duque anche per le banche stesse è un rischio minore.

La differenza tra tasso fisso e tasso variabile 

I tassi dei mutui generalmente hanno come riferimento quelli del mercato finanziario e monetario e dunque variano in base all'andamento dell'inflazione. Per il tasso variabile il tasso di riferimento è l'EURIBOR, mentre per quello fisso è l'EURIRS. A questi le banche aggiungono una percentuale (spread) variabile da banca a banca. 

Il tasso fisso

Il tasso fisso, come dice la parola stessa, non cambia nel tempo di durata del prestito ed è dunque indicato per chi è disposto a pagare una cifra che non è soggetta a "sconti" (perciò si paga in proporzione qualcosa in più al mese) ma che non rischia, al contrario, di aumentare. E' consigliato dunque a chi  vuole avere un reddito fisso, non vuole rischiare e quando si prevede un'inflazione in crescita. 

Il tasso variabile

Il tasso variabile, invece, può far crescere la rata del mutuo e far sentire i suoi aspetti negativi nel lungo periodo, anche se attualmente la maggior parte degli analisti non prevedono un rialzo sensibile dei tassi almeno per i prossimi 8-10 anni, per cui risulterebbe addirittura conveniente per i nuovi mutui. Il tasso variabile sarebbe, dunque, vantaggioso per mutui di breve durata (10-15 anni). Consigliabile a chi ha un reddito medio-alto, chi vuole risparmiare di più accettando però un rischio più alto, quando non si prevede una grande inflazione.

Chi è indeciso su quale tipologia di tasso del mutuo scegliere (anche perché non ci sono sicurezze nelle previsioni finanziarie) può comunque stare tranquillo:  il mutuo con tasso fisso  e con quello variabile possono essere rinegoziati negli anni con la banca erogante oppure si può chiedere senza spese una surroga trasferendo così il finanziamento ad un'altra banca che offre tassi e condizioni più vantaggiosi.